Tiriamo un po’ le somme
È venerdì sera e dopo una dura settimana, che si è conclusa con una bellissima cena in compagnia degli amici, torniamo a casa un po’ tardi. Oh no, dobbiamo ancora mettere fuori la pattumiera!!! È buio e così “furtivamente” decidiamo di confrontare la ns produzione di rifiuti con quelli dei ns vicini non “SBallati”.

Aiuto😱, il loro sacco è tre volte più grande del ns, questo conferma che anche questa settimana noi abbiamo fatto un ottimo lavoro, e…. miglioreremo ancora👍.
Riflettendo su quali imballaggi di plastica ancora ci rimangono da eliminare abbiamo notato che in casa numerosi sono quelli che avvolgono la pasta. Provo allora a recarmi in un pastificio artigianale, che produce anche pasta secca. Il ragazzo molto gentile apre un sacchetto di carta (completamente riciclabile), mi pesa 500 gr di mezze maniche piccoline (formato ottimo, per i bambini) e me ne “regala” anche qualche grammo in più…. regala… si fa per dire, perché il costo finale è 5 euro tondi tondi e tra l’atro la pasta posso o surgelarla o consumarla entro 3 giorni al massimo… questa soluzione per eliminare gli imballaggi in plastica non è perseguibile a lungo per le ns finanze🤔.

Mi viene allora in mente un’idea bizzarra… e se ce la facessimo noi la pasta partendo dalla farina? Cosa ci vorrà? Tanto la pizza ce la facciamo già con la pasta madre, su gnocchi e spatzle siamo preparatissimi, dolci, dolcetti e cioccolatini sono la ns specialità, proviamo anche questa!
Sabato partiamo quindi alla volta di un molino per acquistare le ns farine e iniziare la ns nuova produzione. Troviamo nelle vicinanze il Molino Stefanetti a Solbiate Comasco e ci dirigiamo velocemente lì. Ci aspettavamo di trovare tutto in fantastici sacchettini di carta (come succede per la maggior parte delle farine anche al supermercato…le carte però al supermercato vengono poi chiuse con colle industriali) e invece le ns aspettative vengono subito stroncate. La farina viene rivenduta in buste di plastica😭. Chiediamo spiegazioni di questa scelta alla gentilissima proprietaria che ci spiega che all’interno della busta è stata creata atmosfera protetta per non permettere il proliferare dei batteri e lo sviluppo delle famose “farfalline” della farina e che senza questo stratagemma loro già da maggio dovrebbero smettere di confezionare e vendere le farine. Gli spieghiamo allora che siamo lì in missione “green” e che stiamo cercando di ridurre i ns imballaggi di plastica. Lei, molto collaborativa, ci fornisce un’ottima soluzione…. è disposta a venderci le farine in sacchi da 5 kg (in carta) e anche a riprendere lo stesso sacco per utilizzi successivi. L’eccesso delle farine acquistate, che non utilizzo in breve tempo, mi suggerisce di tenerle in sacchettini in freezer. Mi sembra un’ottima soluzione, mi lascia il suo numero di whatsapp e l’accordo è fatto…👏.

Intanto, carichi di farine e con il ns nuovo progetto “produttivo” pronto per partire, visitiamo il molino grazie alla disponibilità della proprietaria! Un’altra nuova bella esperienza, che ci ha regalato questo progetto SBallato.